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Home Ambiente Capitale Italiana della Cultura 2021, le toscane in lizza

L’Arte e la cultura qui sono di casa

Per una volta proviamo a descrivere la cultura dal punto di vista economico. I bilanci se pur freddi nella loro rigidità linguistica, sono il modo più efficace per spiegare in modo semplice la complessità che si cela dietro la cultura e le sue personalità espressive, offrendo la possibilità di dare alla retorica un riscontro oggettivo della bellezza delle sue parole.  Alla cessione del suo scettro come Capitale Europea della Cultura, Matera chiude un anno con bilancio eccezionale: 865 mila pernottamenti con un +44% di presenze di turisti stranieri. La perfetta macchina organizzativa messa in atto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con i suoi 1.228 gli eventi, di cui 410 realizzati nel territorio lucano, hanno registrato un totale di 328 mila accessi, coinvolgendo fisicamente 1.500 volontari il cui lavoro ha, di fatto, sovvertito ogni concetto di “provincia”.
Nella dimensione nazionale, mentre Parma vive in questo 2020, il suo giubileo come Capitale Italiana della cultura, il 13 marzo, 43 realtà urbane consegneranno al MiBACT, la propria candidatura per conquistare l’ambito titolo per l’anno 2021. Tra le 43 ad oggi in lizza, il MiBACT, ne selezionerà 10, le dirette finaliste di una gara che si contenderà, attraverso la complicità dei propri diretti sostenitori e la reale fattibilità delle proprie proposte l’ambito titolo.

 La Toscana scende in campo inizialmente, proponendo la candidatura di Arezzo, Pisa, Volterra e Livorno 
Arezzo

ArezzoLa città da Oscar, dell’oro e della bellezza antiquaria. La città che con la mostra del 2007, Piero della Francesca e le Corti Italiane, conquista 162.308 visitatori, offrendo, grazie alla dislocazione dell’evento nelle realtà di Arezzo, Montevarchi e Sansepolcro, la possibilità di riscoprire un territorio che non vuol essere secondo alla blasonata Firenze. Il Comune, la Fondazione Arezzo InTour, la Diocesi, l’Amministrazione Provinciale, la Fraternita dei Laici, la Biblioteca, la Soprintendenza Beni Artistici e Paesaggio, il Polo Museale della Toscana, la Camera di Commercio di Arezzo e Siena, l’Università di Siena, il Provveditorato agli Studi, Rondine Cittadella della Pace, la Scuola di Musica di Fiesole e l’Ubi Banca, sono i soggetti organizzativi che ufficialmente concorrono unitariamente a garantire alla città vasariana la possibilità di essere tra le papabili protagoniste dell’ambito titolo. Spetta all’architetto Roberto Barbetti, direttore della Fondazione “Guido d’Arezzo”, il compito di orchestrare le proposte che saranno presentate per l’anno giubilare, progetti che come sostiene il Sindaco Ghinelli devono offrire alla città la possibilità di dimostrare la propria contemporaneità sia verso la storia che l’ha forgiata, sia verso un’Europa che qui è di casa.

Pisa

PisaPunta al virtuale. Il Comitato promotore è costituito da Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Opera Primaziale Pisana, Cnr-Isn, Fondazione Pisa, Fondazione Teatro di Pisa, Internet Festival, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Scuola Slinguistica, CNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni), Coopculture, Navicelli, Inkymind, Gate spa, Fuco-Fucina contemporanea, Officine Garibaldi, Acquario della memoria, Alma Artis. La rivoluzione mediatica è il tema su cui l’Amministrazione punta per coinvolgere i visitatori, per dilatare lo spazio fisico dei suoi beni.  Oltre alla notorietà della Torre, l’antica Repubblica Marinara, infatti, punta a creare un sistema virtuale che possa consentire a turisti e cittadini la possibilità di scoprirne la sua realtà urbana, attraverso un ‘gaming’ con contenuti culturali e itinerari tematici. Pisa, modello ideale di smart city del futuro, per la sua dimensione contenuta, facilmente accessibile e ricca di professionalità nel campo dell’informatica e delle nuove tecnologie, si confronta con la propria memoria collettiva, con il suo idioma e la sua storia. All’interno del centro SMS, sede ufficiale della raccolta delle idee e progetti da integrare nel dossier che Nina Però presenterà al MiBACT, il coordinatore del progetto, Dario Matteoni, punta alla complessità e alle contraddizioni con cui Pisa si dichiara città dei saperi, spaziando dai livelli di eccellenza delle università e i centri di ricerca, al mondo delle associazioni e dei cittadini.

Volterra

Volterra Piazza dei PrioriCon lo slogan Ri-generazione Umana, rilancia la sua presenza all’interno di un territorio che vede 52 comuni e 140 enti e associazioni, schierati al suo fianco. Il Comitato promotore, composto dall’Amministrazione comunale, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Società della salute , Casa di Reclusione di Volterra, Diocesi di Volterra, Consorzio turistico Volterra Valdicecina, ProVolterra, Volterra- Detroit Foundation e Club Unesco, grazie alla regia di Massimiliano Zane e la collaborazione diretta di 21 ragazzi provenienti da tutta Italia, scelti per le loro capacità critica e innovativa, hanno realizzato attraverso 8 tavoli di lavoro (dove Volterra è stata analizzata per la sua identità storica, inclusiva, internazionale, digitale, innovativa, folle, sanitaria e territoriale) il biglietto da visita con cui sbaragliare le sue dirette concorrenti. Sia chiaro, ogni città è unica come unico è il tempo che, passo dopo passo, la storia ha edificato tra i suoi vicoli, nelle preghiere dei suoi fedeli, nelle battaglie con cui si è difesa o ha dichiarato la sua personale rivoluzione contro le mode e i falsi miti, ma in questa realtà della Val di Cecina, è doveroso riconoscerle la sua testardaggine di essere innovativa, spiazzando i cultori medievali con una mostra come Volterra ’73, negli applausi che i contemporaneisti le tributano nella stoicità con cui il Teatro Romano si rivela atemporale, e per quel suo orgoglio antimediceo che la renderà moderna nella sua ricerca manierista. A sostegno della sua candidatura sono scesi in campo molti artisti, tra cui Armando Punzo, Simone Cristicchi, Andrea Bocelli, Leo Gullotta, Arturo Brachetti, David Reondino, Anna Teresa Rossini, Mariano Regillo, Massimo Wertmuller, Massimo Venturiello, Paola e Patrizia Cigna, testimonianze che confermano come la cultura di Volterra supera i 300 posti del suo Teatro Flacco, diventando effettivamente un palcoscenico che supera i 10.000 spettatori circa che quotidianamente la vivano e rendano unica.

Livorno

Livorno I FossiRitira la sua candidatura, scommettendo sull’anno 2022. il suo obiettivo era quello di omaggiare la Libertà delle Leggi Livornine. Tema conduttore su cui il Comitato promotore, guidato dall’assessore alla cultura Francesco Belais e dalla vicesindaca Stella Sorgente, con la partecipazione diretta della Fondazione PromoPA, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, il Vernacoliere con le sue penne satiriche, e la popolazione stessa che, coinvolta attraverso un sondaggio telematico, ha offerto il suo punto di vista, aveva edificato la piattaforma su cui confermare la libertà con cui, da oltre 500 anni, Livorno rimane fedele alla sua genesi di porto franco. Spazio urbano in cui il Mediterraneo trova la sua naturale dimora, offrendo ai sognatori e ai rivoluzionari un palcoscenico dove dimostrare il proprio talento. Spazio creativo dove la dimensione laica scende a patti con la mistica religiosa, dove l’integrazione è un problema di altri. Dentro l’unicità di un idioma che sfugge alla sintassi lessicale per abbracciare una sua dimensione filosofica, Livorno riscopre la sua storia, soffermandosi in tutti quegli attimi in cui è stata musa, protagonista e paradigma di rivoluzione.  Il ritiro ufficiale dalla competizione, non è una sconfitta ma un timeout che, a 2 ‘ dal fischio finale, garantisce alla città labronica, un anno supplementare nel quale rivalutare ogni singolo progetto, raccogliere consensi e rientrare in campo puntando alla vittoria per la candidatura 2022.

Buon vento alle città toscane che hanno tutti i requisiti per gareggiare, ma soprattutto, che vinca la Cultura!

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