Come si può definire uno spettacolo teatrale di Lamberto Giannini?
È andato in scena al Teatro Ordigno di Vada, a conclusione della stagione partita a maggio al teatro Goldoni di Livorno, “Sfiorarsi, toccarsi è complicato”, lo spettacolo della Compagnia Mayor Von Frinzius: inclusione, energia, cambiamento, per la regia di Lamberto Giannini, di Rachele Casati, di Silvia Angiolini e di Allegra Sartoni.
La Compagnia non ha bisogno di presentazioni: si definisce un gruppo integrato che unisce attori con e senza disabilità, promuovendo un teatro libero, dirompente e irriverente che valorizza la diversità come fonte di creatività, innovazione e abbattimento delle barriere sociali, attiva sin dal 1997; il loro sito recita: “ci emozioniamo, balliamo e recitiamo: vieni a scoprire come.”
E’ una vera scoperta e che scoperta! Gli attori si avvicendano sul palco uscendo ordinatamente dalle quinte; creano quadri vitali che cambiano e si articolano continuamente, quasi sempre accompagnati da musiche pazzesche che creano un impatto visivo e sonoro incredibili e assolutamente fuori dall’ordinario, in modo totalmente dissacratorio, (soprattutto nelle battute sugli stereotipi legati alla disabilità).
Si parla un po’ di tutto: dell’amore, della forza delle madri che devono lasciare andare via i propri figli, di dialoghi sull’esistenza, della guerra a Gaza, di giochi di luce e di gag comiche tra attori bravissimi e interviste a massacratori di disabili.
Ho provato una commozione continua alternata a qualche risata liberatoria ad allentare e ad alleviare la tensione di temi forti ed esistenziali. Lo spettatore si sente immerso in questo spettacolo folle e di grande impatto emotivo!
Tutti gli attori recitano senza microfono sforzandosi di far sentire l’ultima sillaba, perché Lamberto si arrabbia e chiede loro di alzare la voce, a tutti; “è spietato nei confronti della disabilità, perché senza pietà è l’unico vero modo di essere accanto a loro con profondo rispetto, con immenso riconoscimento”.
Giannini ci mette il cuore, tutti gli attori disabili e non, ci mettono il cuore e si sente e si vede durante tutte le quasi due ore di spettacolo!
La musica è un elemento fondante di questo spettacolo e tutti si muovono sensualmente, divertendosi e battendo le mani, il pubblico tiene il passo con partecipazione, si parla di bellezza, continuamente, in questa intensa messa in scena..
E poi questa frase a conclusione di un cammino nel quale tutti gli spettatori si sono immersi
Toccarsi è complicato, toccarsi implica mettere a nudo il proprio disagio, la propria repulsione … e allora è importante sfiorarsi, perché nello sfiorarsi ognuno può mantenere sé stesso e tentare l’incontro con l’altro. Nello sfiorarsi c’è una delicatezza che ormai abbiamo perso”.
In essa c’è tutto il pathos di sfiorarsi, nell’imbarazzo di trovarsi vicini, nell’odore di sudore, nei movimenti non sempre armonici, nella diversità di ciascuno di noi che diventa ricchezza e patrimonio di tutti e per tutti.
Molti di questi ragazzi con il loro capitano Giannini, affronteranno un palcoscenico straordinario, quello dell’Arena di Verona il 2 maggio p.v. insieme a Paolo Ruffini nell’applauditissimo e premiatissimo spettacolo Din Don Down.
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