Giovedì 4 giugno alle ore 21,15, come da tradizione, si è svolta la solenne processione del Corpus Domini.
Sull’altare presenti numerosi ministranti, don Marco, il diacono Maurizio Marrone e, a presiedere la cerimonia, don Fabio Villani, parroco della chiesa di San Francesco al Palazzaccio.
Il Duomo è gremito di persone; sulle prime panche i bambini con il saio bianco e con tanta emozione, che hanno fatto la loro Prima Comunione qualche domenica fa nelle due parrocchie Duomo e Palazzaccio, le loro catechiste, le suore oblate della S. S. M. V. di Fatima, i confratelli e le consorelle della Misericordia di Cecina con il neoeletto governatore Marco Politi e il loro labaro, una nutrita rappresentanza del gruppo dell’Apostolato della preghiera con il loro stendardo e la spilla del Cuor di Gesù appuntata sul foulard a testimoniare l’appartenenza di fede, la banda guidata dalla capobanda Michela Ciulli e tutti gli altri fedeli.
Il corteo è partito dal sagrato della chiesa dove, le signore dell’apostolato hanno realizzato la caratteristica infiorata in onore del Corpo di Gesù, calpestata solo da don Fabio che, indossa i solenni vestiti talari e porta l’ostensorio con il Santissimo Sacramento, sotto al baldacchino sostenuto da un gruppo di volontari. Il corteo si snoda per le vie del centro cittadino, pregando e cantando con fervore.
Al rientro in Chiesa, dopo la lettura del Vangelo, don Fabio ci invita con parole potenti e gentili, che non lasciano indifferenti, a riflettere sull’apparenza, che è proprio in antitesi con la Sostanza stessa dell’Ostia consacrata in cui è presente il Corpo di Gesù Cristo, nel nostro tempo in cui contiamo, quasi esclusivamente se ci manifestiamo; poi ancora sulla estrema considerazione di sé, senza esporsi verso l’altro, non solo il povero o il bisognoso, ma anche verso chi ha bisogno di essere ascoltato e amato. Infine ci conduce verso un elogio della lentezza, nel tempo in cui corriamo senza sosta, siamo di fretta per i nostri appuntamenti, per il lavoro, per i mille impegni, dove tutto incalza senza posa, ponderiamo il silenzio, la contemplazione, l’adorazione, la preghiera.

